xxATTI del 4 ° Convegno AIAT SICILIA

"Termovalorizzazione degli RSU: le ragioni del Si, le ragioni del NO"

Enna, Auditorium dell'Università degli Studi Kore di Enna - 13 Giugno 2009

Si è concluso con grande soddisfazione degli organizzatori e dei partecipanti (oltre 200) il 4° convegno regionale di AIAT Sicilia, avente come tema la termovalorizzazione dei rifiuti urbani e speciali. Il convegno che ha avuto pieno risalto su alcune emittenti locali e sulla stampa a livello regionale ha trattato il tema specifico inquadrandolo nella più ampia problematica della gestione integrata dei rifiuti nella regione Sicilia e dei suoi aspetti emergenziali, attuali e prospettici. In questo il convegno ha permesso di trasmettere un messaggio chiaro su quello che si può fare per evitare di entrare in fasi ben più drammatiche delle singole, locali, “piccole” emergenze, problema di grande attualità ma spesso sottovalutato dagli amministratori e soprattutto dal singolo cittadino. Ambizioso era l’obiettivo del convegno che si proponeva di dare risposta alle seguenti domande:
  1. Dove e come vengono oggi smaltiti i rifiuti nella nostra regione e con quali costi economici e ambientali, attuali e futuri?
  2. A che punto è la raccolta differenziata e quali sono le sue dinamiche e le sue concrete prospettive?
  3. Qual è lo scenario della termovalorizzazione a livello nazionale ed europeo?
  4. Cosa è previsto per i termovalorizzatori nella nostra regione?
  5. A cosa serve veramente un termovalorizzatore (o inceneritore che dir si voglia)?
  6. I termovalorizzatori ostacolano o pregiudicano la raccolta differenziata?
  7. Quanto costa o deve costare termovalorizzare i rifiuti nei confronti degli altri sistemi di recupero e/o smaltimento?
  8. Quali rifiuti vanno o possono essere bruciati?
  9. Qual è la dimensione ottimale dei termovalorizzatori e quanti ne conviene realizzare in funzione della popolazione servita?
  10. Quanto incide il trasporto dei rifiuti a livello economico e ambientale?
  11. Cosa consentono di ottenere le attuali tecnologie di trattamento fumi?
  12. Quanto inquina un termovalorizzatore nei confronti di altre sorgenti, comprese le discariche?
  13. Che caratteristiche hanno e come vengono smaltiti i prodotti di scarto della termovalorizzazione?
  14. Qual è l’impatto sulla salute delle popolazioni circostanti?
  15. Quali sono le alternative, in prospettiva, sulle quali assumersi la responsabilità delle nostre scelte oggi?

Gli illustri relatori, riconosciuti a livello nazionale e internazionale, e in generale tutti gli interventi, programmati o spontanei dal pubblico, hanno permesso di rispondere per larga parte ai quesiti proposti (non è stato affrontato solo il ma del posizionamento dei termovalorizzatori previsti), fornendo una informazione tecnica oggettiva che, superando le storiche contrapposizioni ideologiche, ha garantito l’opportunità per i partecipanti di formarsi una serena conoscenza di tutti gli aspetti di questo argomento tradizionalmente spinoso e spesso oggetto di inadeguata, parziale o cattiva informazione. Tra i saluti iniziali, in particolare l’ing Natale Zuccarello, Responsabile servizio 2/VAS e VIA dell’Assessorato Territorio e Ambiente - Regione Siciliana, ha avuto modo di evidenziare le difficoltà di reperire nuove capacità di abbancamento per le diverse discariche, molte delle quale in fase di esaurimento e pertanto necessitanti di un rapido ma non sempre facile intervento di ampliamento. Questa situazione che è comunque un problema di rilievo nazionale, vede ad esempio proprio la provincia di Enna necessitante di un progetto di ampliamento della discarica attualmente a suo servizio, pur se entrata in funzione da pochissimi anni.

Sono seguiti i saluti dell’ing. Gaetano Fede, Presidente Consulta degli Ordini degli Ingegneri della regione Sicilia, dell’ing. Luigi Bosco Presidente Fondazione dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Catania e dell’ing. Aldo Abate, in rappresentanza dell’ Ordine degli Ingegneri della provincia di Catania. E proprio dagli Ordini degli ingegneri, per conto dei rappresentanti intervenuti, sono stati formulati inviti a predisporre protocolli di intesa con AIAT Sicilia per l’approfondimento degli aspetti ingegneristici legati all’ambiente, invito graditissimo e che è stato accolto con entusiasmo dagli ingegneri ambientali della regione Sicilia rappresentati da AIAT Sicilia.

Ha concluso i saluti l’ing. Antonino di Guardo in rappresentanza dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Siracusa che ha preannunciato la presentazione, nella sessione pomeridiana, di un importante lavoro di approfondimento della Commissione Ambiente dell’Ordine, proprio sulla termovalorizzazione.

I lavori sono stati introdotti dal presidente di AIAT Sicilia ing. Giuseppe Mancini che ha sottolineato come la termovalorizzazione debba essere vista in un ottica di gestione integrata, ovvero come uno degli elementi che concorrono alla risoluzione di un problema ormai noto ma che richiede soluzioni specifiche ed efficaci. Occorre promuovere in maniera concreta la raccolta differenziata per portarla il più rapidamente possibile a quelli che sono tecnicamentericonosciuti come i suoi limiti fisiologici ma anche comprendere serenamente che questa azione da sola non può risolvere tutto. In questo non va trascurato il ruolo del mercato delle materie prime seconde e la necessità di attivarsi localmente con industrie che diano origine, sul luogo, a nuovi prodotti a costi concorrenziali. Non si deve quindi avere la pretesa che esista “una bacchetta magica”, una soluzione unica a questo problema che è globale, ne che la soluzione sia sempre la stessa nel tempo e nelle diverse aree geografiche, ma occorre intraprendere una serie di interventi sito-specifici e contestualizzati che coinvolgano tutte le forze in gioco (amministratori, imprenditori, utenti) e che vengano costantemente monitorati e reindirizzati in relazione alla risposta locale del sistema. Rimanere su posizioni rigide, rifiutare soluzioni diverse dalle proprie, difendendo interessi di parte, significa già oggi assumersi la responsabilità di avere causato un danno ambientale ed economico irreparabile alla nostra e alle future generazioni.

Sono seguiti tutti gli interventi tecnici per il cui approfondimento è possibile consultare le relazioni gentilmente messe a disposizione dai relatori, tutti partecipanti a titolo gratuito.

Nel riproporre qualche spunto delle relazioni si ricorda come l’ing. Salvatore Raciti pur evidenziando i valori estremamente bassi di RD (< 10%) e ben lontani dagli obiettivi di legge cui si attesta la regione Sicilia, ha ribadito le azioni previste dal piano regionale rifiuti, che ha ottenuto l’approvazione dell’Unione europea. Il relatore ha anche affrontato la tematica del trattamento della frazione umida mediante compostaggio e compostaggio domestico elencando i diversi impianti in fase di prossima ultimazione ma sottolineando altresì che, in relazione alla attualmente scarsa produzione di frazione organica selezionata nella regione, i pochi impianti già operanti sono “costretti” a utilizzare anche il rifiuto organico proveniente da altre regioni per un funzionamento ottimale. Ha poi descritto il sistema costituito dai 4 termovalorizzatori messi a bando dimensionati per trattare circa il 70% del volume dei rifiuti urbani prodotti non escludendone l’utilizzo per lo smaltimento degli ingenti quantitativi di rifiuti speciali (ospedalieri, industriali) non appena, con la raccolta differenziata e gli impianti di selezione e trattamento, venga superata la quota del 30% del rifiuto raccolto evalorizzato.

L’ing. Mario Grosso ha riportato tantissimi elementi preziosi per una corretta valutazione dei differenti aspetti del processo di termovalorizzazione, analizzandoli sempre nell’ottica del sistema integrato. Tra i numerosi approfondimenti è stato evidenziato come l’Unione Europea sta rivedendo al ribasso gli onerosi obiettivi di raccolta differenziata ed ha individuato come obiettivo concretamente raggiungibile un valore di circa il 50% da raggiungere per il 2020. Elemento su cui l’ing. Grosso ha fatto riflettere i presenti è che, anche ipotizzando un scenario che veda trattare fino al 65% del rifiuto in maniera differenziata, gli scarti di ciascun processo di affinamento (scarti da selezione, da compostaggio,da trattamento meccanico biologico) peserebbero per circa il 15% del totale e, sommati al rimanente 35% di indifferenziato, porterebbero comunque ad una quota del 50% il rifiuto totale da smaltire, che, in assenza di termodistruzione, concorrerebbe inesorabilmente ad aumentare i volumi in discarica.L’ing Grosso ha inoltre evidenziato come convenga avere dimensioni medio-grandi (>300.000 t/a) per garantire l’efficienza del processo industriale (con tali dimensioni si possono raggiungere tariffe anche inferiori ai 100 €/t), come sia possibile un recupero dei metalli dalle scorie che rappresentano circa il 10% in volume del rifiuto trattato, e come tali scorie siano generalmente smaltibili in discariche per rifiuti non pericolosi.

Il prof. Gaspare Viviani ha contribuito con una relazione ricchissima di informazioni e spunti di riflessione, la cui sintesi è difficile e si rimanda pertanto al file scaricabile. Alcune tra le tante considerazioni hanno riguardato la consapevolezza che mentre si discute tanto sul da farsi il 90-95% dei rifiuti continua inesorabilmente a finire in delle discariche in fase di esaurimento e che queste, anche quando realizzate al meglio secondo i dettami di legge, hanno comunque un fortissimo impatto sull’ambiente per effetto delle emissioni di gas e soprattutto di percolato, impatto prodotto anche nell’arco di svariate decine di anni, che ha ripercussioni sulle acque di falde la cui gravità non è difficile immaginare.

L’ing. Giuseppe Inturri ha presentato i risultati di una ricerca ancora in corso che trasferendo le più recenti tecniche di analisi dal campo dei trasporti a quello dei rifiuti ne garantisce l’ottimizzazione dei flussi. Sono stati descritti lo scenario attuale (tutto in discarica), quello inerente il caso di operatività dei 4 termovalorizzatori e uno ipotetico di realizzazione di 7 termovalorizzatori. In ogni caso è stato evidenziato come in termini di costi economici ed ambientali il trasporto incida per una quota non superiore al 10% del sistema complessivo di gestione del rifiuto.

La sessione pomeridiana si è aperta con l’intervento del prof. Michele Giugliano che, nel presentare un recentissimo studio di Federambiente del mese di maggio cui ha partecipato come esperto del settore, ha evidenziato come le tecnologie di trattamento fumi degli impianti di termovalorizzazione, oggi consolidate a livello industriale, garantiscano livelli di emissioni per tutti gli inquinanti di diversi ordini di grandezza inferiori alle più svariate sorgenti di inquinamento per combustione. Tale conclusione ormai consolidata per la famosa diossina, giusta preoccupazione, negli anni passati per impianti meno evoluti, è stata estesa dall’esperto anche alle nanopolveri, oggi al centro di molte contrapposizioni di natura ideologica ma spesso poco documentate tecnicamente.

Il prof. Paolo Viotti, nel successivo intervento ha ribadito come esistano correnti di rifiuti speciali che superano di gran lunga le quantità dei più manifesti rifiuti urbani e che necessitano ancor di più di un adeguato trattamento se non si vuole ricorrere al solito, meno evidente, ma certo impattante smaltimento in discarica. In particolare è stato trattato il caso del rifiuto fluff ovvero della ingente frazione non metallica (25% in peso) proveniente dalla demolizione degli autoveicoli e degli elettrodomestici a fine vita. E’ stato descritto un processo di termodistruzione appositamente progettato e testato in un impianto nella regione Lazio che, per tale difficile rifiuto, garantisce il controllo delle emissioni e che per questo ha ricevuto l’approvazione dell’APAT (oggi ISPRA).

L’ing Sergio Marino è intervenuto sulla problematica delle emissioni e sulla necessità di una conduzione degli impianti sempre monitorata che garantisca una specifica attenzione agli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria atti a garantire il costante rispetto dei limiti. L’ing Marino ha evidenziato come esistono oggi tutti gli strumenti tecnologici necessari per tale controllo anche in tempo reale attraverso la telemetria. In questo il ruolo dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente risulta fondamentale come qualificato organo tecnico e di garanzia per l’ambiente e la salute della collettività.

La prof.ssa Margherita Ferrante, in sostituzione del prof. Salvatore Sciacca ha concluso le relazioni del pomeriggio addentrandosi negli aspetti inerenti la salute pubblica. La prof.ssa ha evidenziato la confusione che esiste riguardo gli impatti sulla salute dei termovalorizzatori cui spesso viene dato risalto attraverso il tam tam dei mezzi di informazione e soprattutto della rete, prevalentemente da oppositori al sistema termovalorizzazione. La prof.ssa ha evidenziato come siano pochi se non assenti gli studi scientifici seri che, attraverso metodologie verificabili e senza alcuna ombra di dubbio possano mettere in diretta e certa correlazione l’insorgenza di patologie in eccesso nella popolazione alla esclusiva presenza dell’impianto di termovalorizzazione e questo perché la presenza di altre sorgenti, di stili di vita (fumo prevalentemente ma anche obesità), e più in generale di tutti quei fattori che vengono considerati in una trattazione rigorosa quali “confondenti”, impediscono di definire, nelle conclusioni dei lavori più accreditati, un evidente nesso di causa-effetto. Tra le altre cose, ha ribadito la prof.ssa, Ferrante, occorre non dimenticare che molte delle patologie studiate hanno lunghi tempi di latenza prima di manifestarsi e non possono essere quindi correlate al funzionamento degli impianti più recenti che adottano tecnologie di trattamento dei fumi molto più efficaci. Infine per quanto riguarda lo sbandierato, se pur corretto, principio di precauzione, che vede pur nel rispetto dei limiti, il sistema di termodistruzione come una ovvia fonte di inquinamento aggiuntivo, la prof.ssa riallacciandosi agli interventi di Grosso e Viviani ha invitato i presenti a riflettere sul fatto che pochi “ricordano” che nel frattempo il nostro attuale sistema di “gestione” dei rifiuti continua a produrre, attraverso gli enormi volumi di rifiuto, totalmente smaltiti in discarica, un inquinamento meno evidente, meno controllato ma, proprio per questo, molto più gravoso.

E’ seguita una interessante tavola rotonda alla quale sono intervenuti il dott. Claudio Torrisi presidente dell’Ordine dei Chimici della provincia di Catania, il prof. Salvatore Sciacchitano in rappresentanza dell’Ordine dei Medici della Provincia di Catania e l’ing. Salvatore Alecci, Presidente dell’Associazione Idrotecnica Italiana - Sezione Sicilia Orientale. All’interno della dibattito sono stati intervenuti anche il dott. Paolo Guarnaccia, il prof. Solarino, l’ing. Fabio Meli, che ha presentato il già citato lavoro di approfondimento sulla termovalorizzazione della Commissione Ambiente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Siracusa e l’allievo Ingegnere Francesco Romano, per AIAT Sicilia, che ha rappresentato i risultati di una promettente campagna sperimentale sulla raccolta differenziata condotta con successo nella regione Abruzzo che ha portato rapidamente a risultati prossimi al 40%. I relatori della tavola rotonda, manifestando apprezzamento per il grado di qualità dell’informazione tecnica fornita durante l’incontro hanno ribadito la necessità di integrare le diverse soluzioni, partendo anche da una riflessione a monte sugli stili di vita e la necessità di una profonda revisione dei modelli di produzione, del ricorso a sistemi che possano dare un contributo allo smaltimento (termodistruzione del CDR in centrali ENEL o cementifici) ma soprattutto della necessità di un continuo controllo del processo in termini di gestione efficiente e trasparente, attraverso una pluralità di soggetti che comprendano anche gli ordini professionali competenti (dei medici, dei chimici, dei geologi e degli ingegneri).

AIAT Sicilia ringrazia ancora tutti i relatori ed il pubblico dei partecipanti che hanno contribuito a rendere così importante questo nuovo momento di informazione ambientale realizzato e garantito dagli Ingegneri Ambientali di questa regione.

Scarica

Ing. Giuseppe Mancini

Presidente AIAT Sicilia e responsabile Gruppo rifiuti e bonifiche

 

 

"Introduzione ai lavori

Ing. Salvatore Raciti

Direttore Osservatorio Rifiuti - ARRA

 

 

"Il ruolo della termovalorizzazione nella gestione integrata dei rifiuti nella regione Sicilia

Ing. Mario Grosso

Docente di Rifiuti Solidi -Politecnico diMilano

 

 

Dimensionamento ottimale e scelta delle migliori tecnologie disponibili

Prof . Gaspare Viviani

Docente di Ingegneria Sanitaria Ambientale - Università di Palermo

 

 

"La discarica come elemento residuale"

Ing. Giuseppe Inturri

Docente di Fondamenti di Ingegneria dei Sistemi di Trasporto – Università di Catania

 

 

"L'incidenza del trasporto dei RSU nelle fasi di avvio al trattamento e/o smaltimento "

Prof. Michele Giugliano

Docente di Inquinamento Atmosferico e Trattamento delle Emissioni -Politecnico diMilano

 

 

"L’impatto delle emissioni nel processo di termodistruzione degli RSU

 

Prof. Paolo Viotti

Docente di Dinamica degli Inquinanti - Università “La Sapienza” di Roma"

 

 

"Termovalorizzazione di rifiuti speciali: il caso dei FLUFF"

 

Ing. Sergio Marino

Direttore Generale ARPA Sicilia

 

 

"Emissioni dagli impianti: il ruolo di ARPA Sicilia nel controllo"

 

Prof.ssa Margherita Ferrante

(in sostituzione del Prof. Salvatore Sciacca)

Docente di Igiene e Igiene Ambientale - Università di Catania

 

 

Impianti di termovalorizzazione e rischio per la salute pubblica"

Allievo ing. Francesco Romano

Socio Aiat Sicilia

 

 

Risultati sulla sperimentazione della raccolta differenziata nel comune di Chieti "


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